Cosa facciamo

Sottopelle - Collettivo Artistico si propone di rompere le barriere tradizionali del teatro, portando l'arte della performance in luoghi inusuali e stimolanti. Il progetto mira a coinvolgere il pubblico in esperienze teatrali uniche, fuori dagli schemi convenzionali. Per comprendere il motivo che muove i singoli componenti del collettivo a compiere questa operazione, vi proponiamo un gioco che il Prof. Luigi Allegri descrive nel suo saggio "Prima lezione di teatro" (Ed. Laterza), un gioco che parte analizzando quelle che sono le componenti di uno spazio teatrale. Il teatro possiede: un palco, quinte, un fondale, un proscenio, una platea, attori e pubblico. Senza di essi, possiamo ancora parlare di teatro? Eliminiamo il proscenio: tutti saremo d'accordo nel vedere questo luogo ancora come teatro, anche senza proscenio. Proseguendo nel nostro processo di destrutturazione, togliamo anche le quinte ed il fondale: senza questi elementi, possiamo ancora parlare di teatro. Resta ancora il palcoscenico: senza di esso, siamo ancora davanti al teatro? La risposta è ancora sì. A questo punto, restano solo gli attori ed il pubblico: l'ossatura di quello che è il teatro. Perché con un corpo che agisce (e trasmette un messaggio) ed un altro che guarda (e recepisce il messaggio) possiamo ancora parlare di teatro, qualunque sia lo spazio e il tempo ove questo si snoda. Fissando questi due elementi come anima del teatro, il Collettivo si pone il fine di portare il Teatro fuori dai contesti istituzionali, esplorando nuovi spazi/contesti per la fruizione teatrale e sperimentando formati innovativi di performance.

Sottopelle crede fermamente che il ruolo del Teatro all'interno della società sia essenziale: per comprendere questo concetto, occorre "tornare" nella società della Grecia antica. È proprio qui che il teatro nasce, all'interno delle feste rituali: vi erano da una parte danzatori e, successivamente, l'aedo (ossia, il cantatore professionista che componeva da sé i versi) e il rapsodo (cantatore professionista che canta versi altrui); dall'altra una folla che assiste. L'attore, conosciuto con il nome hypoktrités, colui che risponde o colui che interpreta sogni / prodigi, all'interno della società greca era una persona che possedeva connotazioni elevate ed era rispettata. Il teatro aveva una precisa funzione catartica all'interno della società ed era ritenuto indispensabile per il benessere dei cittadini.

Fedele all'origine del Teatro, il Collettivo ricerca risposte, promuove domande e cerca di contribuire ad un cambiamento positivo (in senso empatico e solidale) della coscienza collettiva. Inoltre aspira a trasformare la percezione tradizionale del teatro, rendendolo accessibile a nuovi pubblici e creando esperienze eccezionali (nel senso di "fuori dall'ordinario"). Attraverso l'aperitivo letterario e le performance nei boschi, intendiamo rendere il teatro parte integrante della vita quotidiana e della natura circostante.

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